Augustine of Hippo (Anthology)

1.   Ogni amore o ascende o discende; dipende dal desiderio: se è buono ci innalziamo a DIO, se è cattivo precipitiamo nell’abisso(En. in ps. 122, 1)

2.   Se vuoi vedere DIO, hai a disposizione i mezzi per farlo: DIO è amore. (In Io. Ep. tr. 7, 10)3.   Tali sono nella generalità gli uomini, quali sono i loro amori. (Serm. 96, 1)
4.   DIO è tutto per te, è tutto quello che ami. (In Io. Ev. tr. 13, 5)
5.   Ama e persevera nell’amore; non defrauderò il tuo amore, Io che ho mondato il tuo cuore. (In Io. Ev. tr. 21, 15)
6.   Cantare è proprio di chi ama. La voce di questo cantore è il fervore di un santo amore. (Serm. 336, 1)
7.   Uomo vecchio, cantico vecchio; uomo nuovo, cantico nuovo. Testamento vecchio, cantico vecchio; Testamento nuovo, cantico nuovo. (En. in ps. 149, 1)
8.   Cristo per questo venne, perché ci ha amati; non v’era in noi qualcosa da amare, ma amando ci ha resi amabili. (Serm. 163/B, 2)
9.   Se avrai l’amore, avrai tutto; senza l’amore nulla ti gioverà, qualunque cosa tu abbia. (In Io. Ev. tr. 32, 8)
10. Il SIGNORE abita nei cuori e unico è il cuore di quanti, pur essendo molti, sono cementati dall’amore. (En. in ps. 131, 4)
11. Alla scienza unisci l’amore, e la scienza ti sarà utile, non da sola, ma a motivo dell’amore. (In Io. Ev. tr. 27, 5)
12. Quasi come un campo DIO trova i cuori degli uominiVuole piantarvi l’albero dell’amore. (In Io. Ep. tr. 2, 8)
13. Nessuno interroghi l’altro; ciascuno invece rientri in se stesso: se vi troverà l’amore fraterno, stia sicuro: non badi se per il momento la sua gloria è ancora nascosta. (In Io. Ep. tr. 5, 10)
14. Nella confessione l’uomo esprime la sua umiltà, nella misericordia DIO manifesta la sua grandezza. (In Io. Ev. tr. 14, 5)

15. L’unità diventa armonia per l’amore dei membri che la compongono; e questa unità parla come parlava allora un sol uomo. (In Io. Ev. tr. 32, 7)
16. La tunica tirata a sorte significa l’unità di tutte le parti, saldate insieme dal vincolo dell’amore. (In Io. Ev. tr. 118, 4)
17. Tu non hai l’amore, perché per una questione di onore rompi l’unità. (In Io. Ep. tr. 6, 13)
18. Tutti gli uomini ardono dal desiderio. (En. in ps. 62, 5)
19. I nostri sentimenti sono movimenti dell’anima il desiderio è uno slancio dell’anima, il timore una fuga (In Io. Ev. tr. 46, 8)
20. Ut altitudine superbos irrideat, profunditate attentos terreat, veritate magnos pascat, affabilitate parvulos nutriat.
Irride i superbi con la sua altezza, atterrisce gli attenti con la sua profondità, pasce i grandi con la verità, nutrisce i piccoli con la sua affabilità. (De Gen. ad litt. 5, 3, 6)

21. Filios habes: unum plus numera et da aliquid et Christo.
Hai i figli: considera di averne uno di più e dai qualcosa anche a Cristo. (Enarratio En. in ps. 38, 12)

22. Qui noluerit servire caritati necesse est ut serviat iniquitati.
Chi non vorrà servire la carità dovrà per forza servire l’iniquità. (En. in ps. 18, II, 15)

23. Serviens itaque DEO animus recte imperat corpori, inque ipso animo ratio DOMINO DEO subdita, recte imperat libidini vitiisque caeteris.
L’animo sottomesso a DIO giustamente è padrone del proprio corpo e nell’animo stesso la ragione sottomessa a DIO ONNIPOTENTE giustamente comanda sulla libidine e sugli altri vizi. (De civ. Dei 19, 21, 2)

24. Donatus est itaque homo sibi quia deseruit DEUM placendo sibi: et non obediens DEO, non potuit obedire nec sibi.
L’uomo è stato da DIO consegnato a se stesso perché ha abbandonato DIO, piacendo a se stesso; e non obbedendo a DIO non può più obbedire neanche a se stesso. (De civ. Dei 14, 24)

25. Si putas te non habere tribulationes, nondum coepisti esse christianus.
Se credi di non avere tribolazioni, non hai ancora cominciato ad essere cristiano. (En. in ps. 55, 4)

26. Longam coenam malam nemo ferre, longam vitam malam omnes volunt habere. Utique si grande est quod vivimus, bonum sit ipsum grande.
Un pranzo cattivo che andasse per le lunghe nessuno lo tollererebbe, una vita cattiva quasi tutti la desiderano. Certo, se vivere è un gran dono, questo dono grande sia speso bene. (Serm. 232, 8)

27. Non vis finiri miseram vitam? Tanto est miserior, quanto et misera amata est, et non vis finiri: minus esset misera, si non amaretur.
Non vuoi che abbia fine la vita infelice? Tanto è più infelice quanto, pur infelice, viene amata, e non vuoi che abbia fine: sarebbe meno infelice se non si amasse. (Serm. 305, 4)

28. Si ipse Adam hodie moreretur, paucos dies vixerat, quia omnes finierat.
Perfino Adamo, anche se morisse appena oggi, avrebbe vissuto pochi giorni, perché li ha pur finiti tutti. (Serm. 345, 2)

29. La tua vecchiaia sia di un fanciullo, e la tua fanciullezza d’un vecchio; voglio dire, non esser savio con la superbia, non esser umile senza la sapienza. (En. in ps. 112, 2)
30. Dura, persevera, tolera, porta dilationem et tulisti crucem.
Persisti, persevera, tollera, sopporta l’indugio: così porterai la tua croce. (Serm. 94, 7, 9)

31. Omnia tempora patent martyribus.
Ogni tempo ha i suoi martiri. (Serm. 94/A, 2)

32. Non est persecutio omnibus christianis quando pro veritate certantur?
Non si tratta forse di persecuzione per i cristiani quando lottano per la Verità? (Serm. 94/A, 2)

33. Non impellunt corpora christianorum, sed lacerant animas christianorum.
(I persecutori) Non seviziano più i corpi dei cristiani, ma lacerano le anime dei cristiani. (En. in ps. 69, 2)

34. Nam si consideremus, fratres mei, de Iudaeis Prophetae, de Iudaeis Patriarchae, de Iudaeis Apostoli, de Iudaeis virgo Maria, quae peperit Christum; de Iudaeis postea Paulus credens, et tot millia in uno die baptizata; de Iudaeis innumerabiles ecclesiae Christianorum.
Se ci facciamo caso, fratelli miei, dai Giudei vennero i Profeti, dai Giudei i Patriarchi, dai Giudei gli Apostoli, dai Giudei la Vergine Maria che partorì il Cristo; dai Giudei più tardi Paolo che accolse la fede, e tutte quelle migliaia di persone che furono battezzate in un sol giorno; dai Giudei innumerevoli comunità di cristiani. (Serm. 229/F, 2, 3.)

35. Non enim erat tunc ubi non erat tempus.
Infatti non c’era un allora dove non c’era il tempo. (Confess. 11, 13, 15-16)

36. Si haec una desit, inania; si haec adsit, plena sint omnia.
Se manca solo l’amore tutto è vuoto, se c’è questa tutto è pienezza. (De mor. Eccl. cath. 1, 33, 73)

37. Ut in omnibus quibus utitur transitura necessitas superemineat quae permanet caritas.
In modo che in tutte le cose di cui si serve la necessità, che passa, emerga chiaramente l’unica che rimane, la carità. (Regula, passim)

38. In observationibus autem, si non intelligantur, servitus sola est.
Nelle osservanze, che non sono comprese nel loro significato, rimane solo una schiavitù. (Exp. ep. ad Gal. 19)

39. Prorsus aut punis, aut punit. Vis non puniat? Puni tu… Quia hoc in te odisti, quod et ille odit, ut incipias placere DEO, dum hoc in te punis quod displicet DEO.
Non c’è scampo: o ti punisci da te stesso, o ti punisce lui. Vuoi che non punisca Dio? Punisci tu… Così comincerai a piacere a DIO, in quanto punisci in te quello che dispiace a DIO. (En. in ps. 58, 1, 13)

40. Definitio brevis et vera virtutis ordo est amoris.
Una definizione breve e vera della virtù è l’ordine dell’amore. (De civ. Dei 15, 22)

41. Sed qui totum inspicere non potest tamquam deformitate partis offenditur quoniam cui congruat et quo referatur ignorat.
Chi non sa vedere l’insieme del tutto viene turbato dall’apparente incongruenza della singola parte perché non sa a cosa sia adatta e a cosa si riferisca. (De civ. Dei 16, 8. 2)

42. Et vox dicentium est ipsa evidentia.
E la loro voce è la loro evidenza. (Confess. 11, 4, 6)

43. Ut nec propter vitium oderit hominem, nec amet vitium propter hominem; sed oderit vitium, amet hominem.
Non deve odiare l’uomo a causa del suo vizio né deve amare il vizio a motivo dell’uomo, ma deve odiare il vizio e amare l’uomo. (De civ. Dei 14, 6)

44. Quidquid enim lacerato animo dixeris punientis est impetus non caritas corrigentis. Dilige, et dic quod voles.
Tutto ciò che dirai con animo lacerato sarà rabbia di uno che punisce e non amore di uno che corregge. Ama, e poi dì quello che vuoi. (Exp. ep. ad Gal. 57)

45. Dilige peccatorem, non in quantum peccator est, sed in quantum homo est.
Ama il peccatore, non in quanto è peccatore ma in quanto è uomo. (Serm. 4, 20)

46. Vera autem immortalitas, vera incorruptibilitas, vera incommutabilitas, ipsa est aeternitas.
La vera immortalità, la vera incorruttibilità, la vera immutabilità è l’eternità stessa. (De Trin. 4, 18, 24)

47. Veritas quippe immortalis, incorrupta, incommutabilis permanet.
La verità resta immortale, incorrotta, immutabile. (De Trin. 4, 18, 24)

48. Quantum ad id quod ortum est aeternitas valet, tantum ad fidem veritas.
C’è tra le cose che cominciano e l’eternità lo stesso rapporto che c’è tra la fede e la verità. (De Trin. 4, 18, 24)

49. Cum fides nostra videndo fiet veritas, tunc mortalitatem nostram commutatam tenebit aeternitas.
Quando nella visione la fede nostra diverrà verità, allora l’eternità possiederà la nostra mortalità trasfigurata. (De Trin. 4, 18, 24)

50. Duo illa sursum sunt, aeternitas et veritas, duo ista deorsum, quod ortum est et fides.
Due cose sono del mondo celeste: l’eternità e la verità; due sono del nostro mondo, ciò che ha avuto principio e la fede. (De cons. Evang. 1, 35, 53)

51. Melius est minus egere quam plus habere.
È meglio aver meno bisogni che aver più cose. (Regula, 5)

52. Delectari falso crimine, crimen est verum.
Compiacersi di un falso crimine, è a sua volta un vero crimine. (De civ. Dei 18, 12)

53. si cor tuum non esset fatuum, non crederes fato!
O se il tuo cuore non fosse fatuo, non crederesti al fato! (In Io. Ev. tr. 37, 8)

54. Dedit tibi: non extollaris; abstulit tibi: non frangaris.
Egli ti ha dato, non esaltarti; egli ti ha tolto, non deprimerti. (En. in ps. 66, 3)

55. Exsultent omnes Christiani: Natalis est Christi.
Esultino tutti i cristiani: è il Natale di Cristo. (Serm. 184, 2, 2)

56. Expergiscere, homo: pro te DEUS factus est homo.
Svegliati, uomo: per te DIO si è fatto uomo. (Serm. 185, 1)

57. Observa ergo tu; sit in te irreverentia, frontosus esto quando audis opprobrium de Christo; prorsus esto frontosus.
Sta dunque attento! Sii audace quando sopporti la vergogna in nome di Cristo; sii senz’altro audace! (En. in ps. 68, d. 1, 12)

58. Sunt quidam qui facilius omnia sua pauperibus distribuunt, quam ipsi pauperes DEI fiant.
Ci sono alcuni che più facilmente distribuiscono tutti i loro beni ai poveri piuttosto che loro stessi divenire poveri di DIO. (En. in ps. 71, 3)

59. Quid est aliud quam tenere non numina bona sed omina mala?
Che cos’altro è se non tenere non numi benevoli, ma presagi di sventura? (De civ. Dei 1, 3)

60. Nec omnia commemoro, quia me piget quod illos non pudet.
E non ricordo tutto, perché mi ha stufato quello che a loro non fa vergogna. (De civ. Dei 4, 8)

61. Si veris, quam mali? Si falsis, quam male?
Se i loro crimini sono veri, quanto son cattivi? Se i loro crimini son falsi, quanto malamente vengono venerati? (De civ. Dei 6, 6. 3)

62. … erubescat, eat foras, agat aliquid et maritus!
… si vergogni, vada fuori, faccia qualcosa anche il marito! (De civ. Dei 6, 9. 3)

63. … ubi etsi fabula cantat crimen numinum falsum, delectari tamen falso crimine crimen est verum.
… in cui benché la favola canti un falso crimine dei numi, tuttavia provare piacere per un falso crimine, è a sua volta crimine vero! (De civ. Dei 18, 12)

64. … de terrena civitate, quae cum dominari appetit, etsi populi serviant ipsa ei dominandi libido dominatur.
… la città terrena, che quando cerca il dominio del potere, anche se i popoli sono assoggettati, essa stessa è dominata dalla sua libidine di potere. (De civ. Dei 1, 1)

65. O animum civitatis laudis avidum, germaneque romanum!
O animo avido della lode della cittadinanza, veramente romano! (De civ. Dei 2, 13)

66. Non est vera virtus nisi quae ad eum finem tendit ubi est bonum hominis, quo melius non est.
Non è vera virtù se non quella che tende a quel fine dove è costituito il bene dell’uomo, quel bene di cui non esiste altro migliore. (De civ. Dei 5, 12)

67. Neque enim censebat ille felicem esse rempublicam stantibus moenibus, ruentibus moribus…
Non riteneva infatti essere felice quella repubblica che avesse mura intatte, ma comportamenti depravati… (De civ. Dei 1, 33.

68. Numquam illam fuisse rempublicam quia numquam in ea fuit vera iustitia.
Quella non fu mai una repubblica perché mai in essa ci fu vera giustizia. (De civ. Dei 2, 21. 1)

69. Quando animositatem qua teneris viceris, tunc veritatem poteris tenere qua vinceris.
Quando avrai vinto l’animosità di cui sei schiavo, allora potrai raggiungere quella verità da cui sarai vinto. (Contra Iul. 6, 26, 83)

70. Factus eram ipse mihi magna quaestio.
Ero diventato io stesso per me stesso un gran problema. (Confess. 4, 4, 9)

71. Factus sum mihi terra difficultatis et sudoris nimii.
Sono diventato per me stesso terra di difficoltà e di abbondante sudore. (Confess. 10, 16, 25)

72. Minus mihi in hac re notus sum ipse quam tu.
In questa cosa conosco meno me, di quanto conosca te! (Confess. 10, 37, 62)

73. Quanto grandiores lapides in coelum miseris, tanto eo fortior ruina pressura est.
Quanto più grandi saranno i sassi che lancerai contro il cielo tanto più grande sarà la rovina che ti ricadrà sulla testa. (En. in ps. 70, d. 1, 14.

74. Anima tua non morietur nisi tu eam volueris occidere.
La tua anima non morirà se non l’avrai voluta uccidere tu stesso. (En. in ps. 79, 12)

75. Non enim regionibus longe est quisque a DEO, sed affectibus. Amas DEUM, prope es; odisti DEUM, longe es. Uno loco stans, et prope es, et longe es.
Non si è lontani da DIO a livello spaziale, ma a livello di sentimenti. Ami DIO, gli sei vicino; odi DIO, gli sei lontano. Stando fisicamente in un posto solo puoi essere sia vicino che lontano. (En. in ps. 84, 11)

76. Gradus, affectus sunt. Iter tuum, voluntas tua est. Amando adscendis, neglegendo descendis. Stans in terra, in caelo es, si diligas DEUM.
I tuoi passi sono i tuoi sentimenti. Il tuo cammino è la tua volontà. Amando sali, trascurando scendi. Stai sulla terra, ma sei in cielo, se ami DIO. (En. in ps. 85, 6)

77. Non enim sic levatur cor, quomodo levatur corpus; corpus ut levetur, locum mutat; cor ut levetur, voluntatem mutat.
Il cuore non si innalza come si alza un corpo. Per alzare un corpo, basta cambiargli posto; per alzare il cuore, basta cambiare la volontà. (En. in ps. 85, 6)

78. Orat pro nobis, ut sacerdos noster; orat in nobis, ut caput nostrum; oratur a nobis, ut DEUS noster.
(Gesù) Prega per noi come nostro sacerdote, prega in noi come nostro capo; è pregato da noi, come DIO nostro. (En. in ps. 85, 1)

79. Oramus ergo ad illum, per illum, in illo, et dicimus cum illo, et dicit nobiscum.
Preghiamo dunque rivolti a lui, per mezzo di lui e in lui. Noi preghiamo insieme con lui ed egli prega con noi. (En. in ps. 85, 1)

80. Caritas ipsa gemit; caritas ipsa orat; contra hanc aures claudere non novit qui illam dedit. Securus esto, caritas roget, et ibi sunt aures DEI.
L’amore stesso geme, l’amore prega; di fronte ad esso colui che l’ha data non può chiudere le orecchie. Sta sicuro, l’amore stesso prega; e ad esso sono intente le orecchie di DIO. (In Io. Ep. tr. 6, 8)

81. Oratio tua locutio est ad DEUM; quando legis, DEUS tibi loquitur: quando oras, DEO loqueris.
La tua preghiera è un discorso con DIO; quando leggi, DIO parla con te; quando preghi, tu parli con DIO. (En. in ps. 85, 7)

82. DEUS ineffabilis est; facilius dicimus quid non sit, quam quod sit.
DIO è indicibile; più facilmente possiamo dire quello che non è, piuttosto che quello che è. (En. in ps. 85, 12,

83. Relicti sunt duo, misera et misericordia.
Rimasero in due, la misera e la misericordia. (In Io. Ev. tr. 33, 5)

84. Peccatum aut a te punitur, aut a DEO; sed a te sine te, a DEO autem tecum.
Il peccato o sarà punito da te, oppure da DIO; se da te, sarà senza tuo danno, se da DIO, sarà sulla tua pelle. (Serm. 20, 4)

85. Puniendum est peccatum, aut a te aut ab ipso. Si punitur a te, tunc punietur sine te; si vero a te non punitur, tecum punitur.
Il peccato dev’essere punito: o da te o da Lui. Se viene punito da te, allora viene punito senza di te; se al contrario non viene punito da te, viene punito insieme con te. (Serm. 29, 6)

86. Melius est obiurgari a iusto quam a peccatore laudari.
Meglio essere ripreso da un uomo giusto, che essere lodato da un peccatore. (De divv. qq. 83, 3)

87. Ipsa corripienda sunt coram omnibus, quae peccantur coram omnibus; ipsa corripienda sunt secretius, quae peccantur secretius.
Si devono rimproverare davanti a tutti i falli che si commettono alla presenza di tutti, mentre si devono rimproverare in segreto i falli commessi in segreto. (Serm. 82, 10)

88. Saevit in vulnus, ut homo sanetur: quia si vulnus palpetur, homo perditur.
Il medico incrudelisce contro una piaga affinché sia guarito l’uomo; poiché se la piaga viene accarezzata, l’uomo è rovinato. (Serm. 83, 7, 8)

89. Si per caritatem imponitur disciplina, de corde lenitas non recedat.
Se s’infligge un castigo in virtùdella carità, non se ne vada dal cuore la mitezza. (Serm. 83, 8)
90. Qui ergo fecit te sine te, non te iustificat sine te.
Chi ti ha formato senza di te, non ti renderà giusto senza di te. (Serm. 169, 11, 13)

91. Noli te ponere post te, ne DEUS te ponat ante se.
Non nasconderti dietro te stesso, perché DIO non ti metta davanti a sé. (Serm. 20, 2)

92. Indulgentiam tibi DEUS promisit, ‘cras’ tu tibi promittis.
DIO ti ha promesso il perdono, ma il domani sei tu a promettertelo!
(Serm. 20, 4)

93. Indulgentiam tibi DEUS promisit; crastinum diem tibi nemo promisit.
DIO ti ha promesso il perdono, il domani nessuno te l’ha promesso. (En. in ps. 110, d. 1, 10)

94. Ergo et DOMINUS damnavit, sed peccatum non hominem.
Perciò anche il SIGNORE ha emesso un verdetto di condanna, ma del peccato, non della persona umana. (In Io. Ev. tr. 33, 5)

95. Quisquis in hac Ecclesia bene vixerit, nihil ei praeiudicant aliena peccata.
Chi vivrà bene in questa Chiesa, non riceverà alcun danno a causa dei peccati altrui. (Ep. 141, 5)
96. Ne forte simus strepentes vocibus, et muti moribus…Vox eius in factis sit.
Non strepitiamo con le parole e siamo muti con le opere buone … La sua voce deve realizzarsi nelle opere. (Serm. 88, 13, 12)

97. DEUS semper idem, noverim me, noverim te.
O DIO che sei sempre lo stesso, che io conosca me, che io conosca te. (Solil. 1, 1, 1)

98. Hae sunt hostiae DEO gratissimae, misericordia, humilitas, confessio, pax, caritas.
Ecco le vittime più gradite a DIO: la compassione, l’umiltà, la confessione, la pace, l’amore. (En. in ps. 95, 13)

99. Si fides tua dormit in corde tuo, tamquam in navi tua dormit Christus; quia Christus per fidem in te habitat.
Se nel tuo cuore dorme la fede, è come se Cristo dorma nella tua barca: quel Cristo che abita in te per mezzo della fede. (En. in ps. 90, d. 2, 11)

100. Diligis, et taces: dilectio ipsa vox est ad DEUM, et ipsa dilectio canticum novum est.
Tu ami, e stai zitto: L’amore è già una voce che sale a DIO, l’amore è il cantico nuovo. (En. in ps. 95, 2)

101. Totum exigit te qui fecit te.
Esige tutto te Colui che ti ha creato. (Serm. 34, 4, 7)

102. DEUM non vides. Ama, et habes.
Tu non vedi DIO. Ama e lo possiedi. (Serm. 34, 5)

103. Laus cantandi est ipse cantator. Laudes vultis dicere DEO? Vos estote quod dicatis.
La lode da cantare è lo stesso cantore. Volete innalzare lodi a DIO? Siate voi la lode che volete proferire. (Serm. 34, 6)

104. Si vis autem habere caritatem, quaere te, et inveni te.
Se vuoi possedere la carità, cerca te stesso e trova te stesso. (Serm. 34, 7)

105. Movet quidem corporis pulchritudo, sed intus quaeritur amoris vicissitudo.
Il movente è la bellezza del corpo, ma quello che si cerca è lo scambio interno di amore. (Serm. 34, 4)

106. Videt illa illum, videt ille illam, amorem nemo videt. Et tamen ipse amatur qui non videtur.
Lei vede lui, lui vede lei, l’amore non lo vede nessuno. Eppure si ama proprio chi non si vede. (Serm. 34, 4)

107. Quamdiu autem augeri potest (caritas), profecto illud, quod minus est quam debet, ex vitio est.
Fino a quando la carità può aumentare, il fatto che sia minore di quel che dovrebbe essere, dipende senz’altro da qualche vizio. (Ep. 167, 15)

108. Servum te caritas faciat, quia liberum te veritas fecit.
La carità ti renda servo come la verità ti ha fatto libero. (En. in ps. 99, 7)

109. Si non intellexisti, inquam, crede. Intellectus enim merces est fidei. Ergo noli quaerere intelligere ut credas, sed crede ut intelligas.
Se non hai capito, credi. L’intelligenza è il frutto della fede. Non cercare dunque di capire per credere, ma credi per capire. (In Io. Ev. tr. 29, 6)

110. Si non potes intelligere, crede ut intelligas. Praecedit fides, sequitur intellectus.
Se non puoi intendere, credi per capire. Prima viene la fede, segue l’intelligenza. (Serm. 118, 1)

111. Est autem prima, humilitas; secunda, humilitas; tertia humilitas: et quoties interrogares hoc dicerem.
La prima via è l’umiltà, la seconda l’umiltà, la terza l’umiltà, e quante volte me lo chiederai, tante volte risponderò la stessa cosa. (Ep. 118, 3, 22)

112. Superbia vero etiam in recte factis timenda est, ne illa, quae laudabiliter facta sunt, ipsius laudis cupiditate amittantur.
La superbia va temuta soprattutto quando facciamo il bene, perché il bene che facciamo non lo perdiamo per la ricerca della lode. (Ep. 118, 3, 22)

113. Magnum hoc delictum est, et caput atque causa omnium delictorum.
Grande è il peccato della superbia, ed è l’origine e la causa di tutti i peccati. (En. in ps. 18, II, 15)

114. Praepositi sumus, et servi sumus: praesumus, sed si prosumus.
Siamo posti a capo e siamo servi: siamo capi, ma se serviamo al bene di qualcuno. (Serm. 340/A, 3)

115. … sed nolo salvus esse sine vobis.
… ma non voglio salvarmi senza di voi. (Serm. 17, 2, 2)

116. Quanto enim in altiore loco tanto in maiore periculo sumus.
Quanto più in alto siamo posti, in tanto maggiore pericolo siamo. (Serm. 340/A, 8)

117. Non enim cogito in ecclesiasticis honoribus tempora ventosa transigere, sed cogito me Principi pastorum omnium rationem de commissis ovibus redditurum.
Non penso di passare il tempo nelle cariche ecclesiastiche soddisfacendo la mia vanità, ma penso che renderò conto al Principe di tutti i pastori delle pecore che mi furono affidate. (Ep. 23, 6)

118. Ille terret me, qui tacere non sinit. De me exigit quod dedit; dedit enim erogandum, non servandum.
Egli, che non permette di tacere, m’incute terrore. Esige da me ciò che ha dato. Ha dato da distribuire, non da conservare. (Serm. 125, 8)

119. Servimus enim vobis fratres. Nemo se nostrum dicat quasi maiorem vobis esse. Erimus maiores, si fuerimus humiliores.
Veramente noi siamo vostri servi, fratelli. Nessuno di noi ha da dirsi più grande di voi. Saremo più grandi se saremo più umili. (En. in ps. 146, 16)

120. Christus mihi ianua est ad vos: per Christum intro… ad corda vestra.
Cristo è la porta per cui io entro in voi. Entro per Cristo… nei vostri cuori. (In Io. Ev. tr. 47, 2)

121. Sint forma fidelibus, vivendo coram eis et excitando ad imitationem.
(I ministri) Siano modello ai credenti con la loro vita pubblica che stimili ad imitarli. (Confess. 13, 21, 30)

122. Nam et quaeritur ut inveniatur dulcius et invenitur ut quaeratur avidius.
Perché lo si cerca per trovarlo con maggiore dolcezza, lo si trova per cercarlo con maggiore ardore. (De Trin. 15, 2, 2)

123. Ego vero Evangelio non crederem, nisi me catholicae Ecclesiae commoveret auctoritas.
Io stesso non crederei al Vangelo se non fossi mosso dall’autorità della Chiesa cattolica. (Contra ep. Man. 5, 6)

124. Proinde verum sacrificium est omne opus, quo agitur, ut sancta societate inhaereamus DEO, relatum scilicet ad illum finem boni, quo veraciter beati esse possimus.
Vero sacrificio è ogni cosa che facciamo per aderire a DIO con santa comunione, in relazione cioè a quel fine buono per mezzo del quale possiamo essere veramente felici. (De civ. Dei 10, 6)

125. Ipsum pete qui fecit, et in Illo et ab Illo habebis omnia quae fecit.
Chiedi Colui che ha fatto tutto, e in Lui e da Lui avrai anche tutte le cose che ha fatto. (En. in ps. 34, d. 1. 12)

126. Possideat te, ut possideas illum: eris praedium ipsius, eris domus ipsius. Possidet ut prosit, possidetur ut prosit.
Possieda te, perché tu possieda lui; sarai la sua proprietà, sarai la sua casa. Egli possiede per farti stare bene, è posseduto per farti stare bene. (En. in ps. 34, d. 1. 12.

127. Da, si vis dare, et in hac vita, quod quaero; si autem non vis, tu esto vita mea, quem semper quaero.
(Signore) Dammi, se vuoi, anche in questa vita le cose che cerco, ma se non vuoi, sii tu la vita mia, tu, che sempre io cerco. (En. in ps. 34, d. 1, 14)

128. Infirmitas facit diu videri quod cito est.
L’infermità fa sembrare lungo quello che passa presto. (En. in ps. 36, d. 1, 10)

129. Nihil tamdiu, quam ut calix sitienti temperetur.
Quanto è lunga l’attesa di un bicchiere d’acqua da parte dell’ammalato che ha sete! (En. in ps. 36, d. 1, 10)

130. Unius autem cuiusque hominis vita quanta est? … Adde quantoslibet annos … Nonne aura est matutina?
Quanto è lunga la vita di un uomo? … Aggiungi gli anni che vuoi Non si tratta solo di una brezza mattutina? (En. in ps. 36, d. 1, 10)

131. Qualis exieris de hac vita, talis redderis illi vitae.
Come uscirai da questa vita, così sarai per sempre in quella vita. (En. in ps. 36, d. 1, 10)

132. Intellectum valde ama.
Ama molto la sapienza. (Ep. 120, 3, 13)

133. Habet namque fides oculos suos, quibus quodam modo videt verum esse, quod nondum videt, et quibus certissime videt nondum se videre, quod credit.
La fede ha i suoi occhi, con cui vede in certo modo che è vero ciò che ancora non vede chiaro e coi quali vede con assoluta certezza che ancora non vede chiaro ciò che crede. (Ep. 120, 2, 89)

134. Quid est enim quod dicitur Testamentum Vetus nisi occultatio Novi? Et quid est aliud quod dicitur Novum, nisi Veteris revelatio?
Cosa è infatti quello che è chiamato Antico Testamento, se non il nascondimento del Nuovo? E che cosa si chiama Nuovo Testamento, se non la rivelazione dell’Antico? (De civ. Dei 16, 26. 2)

135. Quasi hoc sit hominis maximum bonum habere omnia bona, praeter se ipsum.
Quasi che questo sia il più grande bene dell’uomo: possedere tutte cose buone eccetto se stesso. (De civ. Dei 3, 1. 1)

136. Habet semper unde det cui plenum pectus est caritatis.
Ha sempre qualcosa da donare colui il cui petto è pieno di carità. (En. in ps. 36, d. 2, 13)

137. Vacare enim non potest voluntas bona.
La buona volontà non riesce ad andare in vacanza! (En. in ps. 36, d. 2, 13)

138. Intus inerat voluntas bona thesaurus pauperum.
Dentro c’era la buona volontà che è il tesoro dei poveri. (En. in ps. 36, d. 2, 13)

139. Quomodo difficile sum expertus meliores quam qui in monasteriis profecerunt; ita non sum expertus peiores quam qui in monasteriis ceciderunt.
Come difficilmente ho conosciuto persone migliori di quelle che nei monasteri sono cresciute sulla via del SIGNORE; così non ho conosciuto persone peggiori di quelle che nei monasteri sono caduti nel peccato. (Ep. 78, 7)

140. Magistrum enim unum omnes habemus, et in una schola condiscipuli sumus.
Tutti noi abbiamo un solo Masestro, e tutti siamo condiscepoli in una medesima scuola. (In Io. Ev. tr. 16, 3)

141. Ab illo enim omnes audimus, a quo pariter discimus, et in cuius schola condiscipuli sumus.
Prestiamo dunque tutti ascolto a colui dal quale insieme abbiamo imparato, ed alla cui scuola siamo stati condiscepoli. (En. in ps. 34, d. 1, 1)

142. Evangelium me terret.
Mi spaventa il Vangelo. (Serm. 339, 4)

143. Non in omnibus diabolus est accusandus; aliquando enim ipse homo diabolus suus est.
Non in tutte le cose si deve accusare il diavolo; a volte infatti lo stesso uomo è diavolo a se stesso. (Serm. 163/B, 5)

144. Credere, tangere est.
Credere è toccare. (Serm. 375/C, 5)

145. Tangere autem corde, hoc est credere.
Toccare con il cuore: questo è credere. (Serm. 229/L, 2)

146. Turba premit, fides tangit.
La folla preme, la fede tocca. (Serm. 229/L, 2)

147. Melius est erudiri in virga patris, quam in blandimento perire praedonis.
È meglio essere corretti dalla verga del padre piuttosto che morire nella carezza del predone. (En. in ps. 88, d. 2, 2)

148. Res igitur quibus fruendum est, PATER et Filius et Spiritus Sanctus, eademque trinitas, una quaedam summa res, communisque omnibus fruentibus ea.
La realtà di cui dobbiamo godere è il PADRE, e il Figlio e lo Spirito Santo, la stessa trinità, realtà unica e somma, comune a tutti coloro che godono di lei. (De doctr. christ. 1, 5, 5)

149. Qua vis ire? Ego sum via. Quo vis ire? Ego sum veritas. Ubi vis permanere? Ego sum vita.
Dove vuoi camminare? Io sono la via. Dove vuoi arrivare? Io sono la verità. Dove vuoi rimanere? Io sono la vita. (Serm. 142, 1)

150. Erit enim voluntas tua libera, si fuerit pia. Eris liber, si fueris servus, liber peccati, servus iustitiae.
La tua volontà sarà veramente libera se sarà credente. Sarai libero, se sarai schiavo, libero dal peccato, schiavo della giustizia. (In Io. Ev. tr. 41, 8)

151. Prima libertas est carere criminibus.
La prima libertà è non aver peccati gravi. (In Io. Ev. tr. 41, 9)

152. Ecce unde liberi, unde condelectamur legi Dei: libertas enim delectat… delectet te et liber es.
Siamo liberi in quanto ci dilettiamo della legge di Dio. È la libertà che ci procura questo diletto… Ti piaccia (la giustizia) e sei libero veramente. (In Io. Ev. tr. 41, 10)

153. Si caput est vir, melius debet vivere vir et praecedere in omnibus bonis factis uxorem suam; ut illa imitetur virum et sequatur caput suum.
Se il marito è il capo, il marito deve vivere meglio e precedere in ogni opera buona sua moglie; in modo che ella imiti il marito e segua il suo capo. (Serm. 9, 3)

154. In peccato pari innocentiorem facit videri virum non divina veritas, sed humana perversitas.
In pari responsabilità di peccato, non la divina verità ma l’umana perversità fa apparire l’uomo più innocente (della donna). (Serm. 9, 4, 4)

155. Hic desideratur, ibi capitur, hic suspiratur, ibi gaudetur; hic oratur, ibi laudatur; hic gemitur, ibi exsultatur.
Quaggiù si brama, lassù si consegue, qui si sospira, là si gode; qui si prega, là si cantano lodi; qui si geme, là si esulta. (En. in ps. 83, 6)

156. Possident Ierusalem caelestem sine angustia, sine pressura, sine diversitate et divisione limitum: omnes habent eam, et singuli habent totam.
(I Santi) Posseggono la Gerusalemme celeste senza preoccupazioni né molestie, senza discriminazioni né delimitazioni di confini. Tutti la possiedono e ognuno la possiede tutta. (En. in ps. 83, 8)

157. Hoc erit totum negotium nostrum, sine defectu alleluia.
Tutto il nostro da fare sarà un alleluia che non verrà mai meno. (En. in ps. 83, 8)

158. Totum negotium nostrum, laus DEI erit. Quid laudabimus, si non amabimus; et illud amabimus, quod videbimus?
Tutta la nostra occupazione sarà la lode di DIO. E cosa loderemo se non ciò che ameremo? E null’altro ameremo se non ciò che vedremo. (Serm. 236, 3)

159. Et ipsa est beata vita: gaudere ad Te, de Te, propter Te.
E questa è la vita beata: godere presso di Te, di Te e a motivo di Te. (Confess. 10, 22, 32)

160. Beata quippe vita est gaudium de veritate.
La vita beata è dunque gioire della verità. (Confess. 10, 23, 33)

161. Ubi victoria veritas, ubi dignitas sanctitas, ubi pax felicitas, ubi vita aeternitas.
Perché in essa la vittoria è verità, la dignità è santità, la pace è felicità, la vita è eternità. (De civ. DEI 2, 29. 2)

162. Subsistens modificatur, contemplans illustratur, inhaerens iucundatur; est, videt, amat; in aeternitate DEI viget, in veritate DEI lucet, in bonitate DEI gaudet.
È ordinata nel suo essere, è illuminata per la contemplazione, è resa felice nell’unione; esiste, intuisce, ama; dura nell’eternità di DIO, splende nella verità di DIO, gode nella bontà di DIO. (De civ. DEI 11, 24)

163. Ibi vacabimus et videbimus; videbimus et amabimus; amabimus et laudabimus. Ecce quod erit in fine sine fine. Nam quis alius noster finis, nisi pervenire ad regnum, cuius nullus est finis?
Là ci riposeremo e vedremo; vedremo e ameremo; ameremo e loderemo. Ecco quale sarà la fine senza fine. Quale infatti può essere il nostro fine, se non arrivare al regno, che non avrà fine? (De civ. DEI 22, 30. 5)

164.            Certe facti sunt templum DEI; non tantum templum DEI singuli, sed et omnes templum Dei simul.
Erano diventati certamente tempio di DIO, e non lo erano diventati solo come singoli ma tutt’insieme erano diventati tempio di DIO. (En. in ps. 131, 5)

165. Quomodo per Christum ad Christum? Per Christum hominem ad Christum Deum.
In che senso arrivi a Cristo per mezzo di Cristo? Arrivi a Cristo Dio per mezzo di Cristo uomo. (In Io. Ev. tr. 13, 4)

166. Psalterium meum, gaudium meum.
Il mio salterio è la mia gioia. (En. in ps. 137, 3)

167. Sensus rerum.
Il senso delle cose. (De dialectica, 6)

168. Nonne similitudinem veritatis matrem, et dissimilitudinem falsitatis esse fatendum est?
La somiglianza è madre della verità e la dissomiglianza madre della falsità. (Solil. 2, 7, 13)

169. Cives sanctae civitatis DEI in huius vitae peregrinatione secundum Deum viventes metuunt cupiuntque, dolent gaudentque, et quia rectus est amor eorum, istas omnes affectiones rectas habent.
I cittadini della santa città di DIO, che vivono secondo lui nel pellegrinaggio di questa vita, temono e desiderano, si dolgono e godono, e poiché il loro amore è retto, hanno retti tutti questi sentimenti. (De civ. DEI 14, 9. 1)

170. Nemo potest veraciter amicus esse hominis, nisi fuerit ipsius primitus veritatis; quod si gratis non fiat, nullo fieri pacto potest.
Nessuno può essere veramente amico dell’uomo se non è innanzi tutto amico della verità: questo amore se non è disinteressato non è assolutamente possibile. (Ep. 155, 1)

171. Nemo debet securus mori nisi qui novit sic mori ut mors in illo moriatur, vita coronatur.
Nessuno morirà tranquillo se non chi sa di morire in guisa che per lui la morte avrà fine e la vita avrà il suo premio. (Serm. 64, 4)

172. Animum cuiuslibet ex nostro novimus, et ex nostro credimus quem non novimus.
Noi conosciamol’anima di qualsiasi uomo per analogia con la nostra, e per analogia con la nostra crediamo in quella che non conosciamo. (De Trin. 8, 6)

173. Multitudo sapientium sanitas est orbis terrarum.
La moltitudine dei sapienti è salvezza della terra. (De doctr. chr. 4, 5, 8)

174. Homo hominem generat, canis canem, et Deus Deum non generat?
L’uomo genera un uomo, il cane un cane; e Dio non genera Dio? (Coll. cum Max. 14)

175. Nulla re fruitur anima cum libertate nisi qua fruitur cum securitate.
L’anima non gode di un bene con libertà, se non ne gode con sicurezza. (De lib. arb. 2, 13, 37)

176. Cetera quae superflua iacent, aliorum sunt necessaria. Superflua divitum, necessaria sunt pauperum. Res alienae possidentur, cum superflua possidentur.
Il resto, quello che ti rimane di superfluo, è necessario agli altri. Il superfluo dei ricchi è necessario ai poveri. Quando si posseggono cose superflue si posseggono cose che appartengono agli altri. (En. in ps. 147, 12)

177. Da quod iubes et iube quod vis.
Da’ ciò che comandi e comanda ciò che vuoi. (Confess. 10, 29, 40. 31, 45)

178. Sic ergo quaeramus tamquam inventuri, et sic inveniamus tamquam quaesituri.
Cerchiamo con l’animo di chi sta per trovare e troviamo con l’animo di chi sta per cercare. (De Trin. 9, 1, 1)

179.            DEUS Christus patria est quo imus; homo Christus via est qua imus.
Il
Cristo di DIO è la patria dove siamo diretti; Cristo uomo è la Via per la quale procediamo. (Serm. 123, 3, 3)

180. DEUS semper idem, noverim me, noverim Te.
O DIO che sei sempre lo stesso, che io abbia conoscenza di me, che io abbia conoscenza di Te. (Solil. 2, 1, 1)

181. Domus terrena cohabitatores multos non capit; possessio pacis cum multis habitatoribus crescit. (Serm. 357, 1)
Una casa terrena non contiene più di un certo numero di abitanti. In quanto alla pace essa cresce in proporzione del numero di chi ne usufruisce. (Serm. 357, 1)

182. Fugio paleam, ne hoc sim; non aream, ne nihil sim.
Fuggo la paglia per non essere paglia; non l’aia, per evitare di non essere niente. (Contra Cresconium 3, 35, 39)

183. In domo tua timebis latrones; domui DEI murus ipse DEUS est.
A casa tua avrai paura dei ladri; se invece la casa sarà di DIO, DiDIOo stesso le farà da muro. (En. in ps. 83, 8)

184. Interrogatio mea intentio mea et responsio eorum species eorum.
Le mie domande erano la mia contemplazione; le loro risposte, la loro bellezza. (Confess. 10, 6, 9)

185. Itaque martyres non facit poena, sed causa.
Ciò che fa i martiri non è la pena, ma la causa. (En. in ps. 34, d. 2, 13)

186. Pax illi pani similis est, qui in manibus discipulorum Domini frangendo et dando crescebat.
La pace è simile al pane del miracolo che cresceva nelle mani dei discepoli del Signore mentre spezzavano il pane e lo distribuivano. (Serm. 357, 2)

187. Ubi enim nulla est invidentia, concors est differentia.
Non ci saranno sentimenti d’invidia, ma solo della diversità nella piena concordia. (De s. virg. 29, 29)

188. Virginitas carnis, corpus intactum; virginitas cordis, fides incorrupta.
La verginità della carne è il corpo intatto, la verginità del cuore è la fede incorrotta. (En. in ps. 147, 10)

189. Lacrimae enim videntur, non audiuntur; lacrimae profluunt, non sonant. Ita vero habent voces suas, sicut sanguis Abel habuit vocem suam. Nam et lacrimae sanguis cordis est.
Le lagrime si vedono, ma non si odono; le lagrime scorrono, non risuonano. Eppure hanno la loro voce, come aveva la sua voce il sangue di Abele… Poiché anche le lagrime sono il sangue del cuore. (Serm. 77/B, 6)

190. Quandiu exterior homo corrumpitur ut interior renovetur de die in diem, tempus est crucis.
Tutto il tempo in cui si corrompe l’uomo esterno, perché si rinnovi di giorno in giorno quello interiore, è il tempo della croce. (Ep. 55, 14, 24)

191. Evitando vivit anima, quae appetendo moritur.
L’anima vive evitando le cose che cercando muore. (Confess. 13, 21, 30)

192. Semper tibi displiceat quod es, si vis pervenire ad id quod nondum es.
Ti dispiaccia sempre ciò che sei, se vuoi guadagnare ciò che non sei. (Serm. 169, 18)

193. Corpus peregrinatur locis, anima peregrinatur affectibus.
Il corpo emigra cambiando luogo, l’anima muovendosi con l’affetto. (En. in ps. 119, 8)

194. Videsne quemadmodum periclitemur, a quibus hoc expectatur ut non solum doctores simus, verum etiam, cum simus homines, divina doceamus?
Vedi ora quali rischi noi corriamo per causa di coloro dai quali si esige che non solo siamo dei maestri, ma altresì, che pur essendo noi solo degli uomini, insegniamo le verità che riguardano Dio. (Ep. 266, 3)

195. Obsecro vos, fratres: si obliti estis vestri, miseremini miei.
Vi scongiuro! Anche se non v’importa di voi stessi, abbiate almeno compassione di me. (Serm. 232, 8)

196. De quotidianis rebus nemo reddit rationem, et exigis a me de miraculis rationem.
Nessuno sa dare la spiegazione delle cose che capitano tutti i giorni, e tu pretendi da me la spiegazione dei miracoli. (Serm. 247, 2)

197. Melius est cor sanum quam grande caput.
Un cuore integro è migliore di una testa importante. (Serm. 266, 8)

198. Non dicat cor tuum: Ego solus sum bonus. Si coeperis esse bonus, crede esse et alios, si tu esse potueris.
Mai dica il tuo cuore: Soltanto io sono buono. Se hai cominciato ad essere buono, sii convinto che, come hai potuto esserlo tu, così ci sono altri che l’hanno potuto. (Serm. 249, 2)

199. Qui se dicit scire quod nescit, temerarius est; qui se negat scire quod scit, ingratus est.
Chi afferma di sapere ciò che non sa, è un temerario; chi dice al contrario di non sapere ciò che invece sa, si mostra ingrato. (Serm. 265, 8, 9)

200. Si bene viveremus omnes dies, et hic haberemus bonos dies.
Se vivessimo rettamente tutti i giorni, anche qui avremmo giorni felici. (Serm. 297, 6, 9)

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